| |
I succhi vengono estratti
meccanicamente con macchine che ancor oggi si ispirano alla birillatrice
manuale. Attualmente la tendenza dei costruttori va verso la
produzione di sistemi di ridotte dimensioni, automatizzati, con
limitati consumi e in grado di trattare notevolissimi
quantitativi di frutti.
La birillatura automatica prevede le
seguenti fasi:
 | taglio equatoriale dei frutti |
 | alloggiamento delle due metà
ricavate in apposite coppe |
 | introduzione del birillo per
lestrazione del frutto |
In pratica frutti, privati degli oli,
vengono divisi a metà da una lama. Le due metà vengono premute
da in rulli, che costituiscono la parte mobile
dellestrattore, e schiacciati contro una piastra forata
fissa in acciaio inox. Il succo viene convogliato in un canale in
acciaio inox e le scorze allontanate assieme ad altri detriti
attraverso delle coclee.
Solitamente le scorze vengono
sottoposte a spellatura, in maniera da renderle idonee alla
eventuale lavorazione per salmoiatura.
Il succo deve subire altre lavorazioni
per essere idoneo al consumo:
 | Stacciatura |
E necessario eliminare i
semi, i frammenti di scorza e le mucillagini eventualmente
presenti. Si tratta di unoperazione che può essere
eseguita con apparecchi detti finisher
o con centrifughe a scarico automatico.
 | Omogeneizzazione |
Si esegue per abbassare e
standardizzare il tenore in polpa. Dalle polpe separate si
possono ricavare degli estratti acquosi utilizzabili per la
produzione di succhi concentrati di bassa qualità.
 | Deoleazione |
Un elevato contenuto in essenza
può diminuire la qualità del succo, a causa
dellalterazione di alcuni suoi componenti (in
particolare per quanto riguarda il succo di limone).
 | Disareazione Permette un migliore funzionamento degli
scambiatori di calore, un riempimento più uniforme dei
contenitori del succo e una riduzione del distacco dello
smalto dalle latte, ove usate per stoccare il succo
ottenuto.
|
 | Pastorizzazione |
Sterilizza il succo e inattiva gli
enzimi responsabili della degradazione delle pectine. Per
evitare alterazioni dei caratteri organolettici del succo si
esegue una flash-pasteurization o
pastorizzazione lampo,
che dura al massimo 1' alla temperatura di 90 °C minuto e in
media 40 secondi. In Italia si utilizzano principalmente i
pastorizzatori a piastre, nei quali il succo viene fatto
circolare in lamina sottile fra due piastre in acciaio inox.
Lo scambio di calore avviene attraverso le piastre,
riscaldate in controcorrente da acqua calda o vapore a bassa
pressione. Se il succo è destinato ad essere stoccato in
latte, non viene raffreddato, ma inscatolato a circa 90 °C.
se il contenitore non è ermetico, è necessaria
laggiunta di un antifermentativo.
Dagli Anni 80 si è andato affermando
il succo conservato refrigerato in cartoni paraffinati analoghi a
quelli usati per il latte.
I benefici della concentrazione del
frutto sono intuibili: numero inferiore di imballaggi, spazio
limitato per limmagazzinamento, minori costi di trasporto,
migliore conservazione. Ma, a fronte di questi evidenti vantaggi
si ha un peggioramento delle qualità organolettiche del
prodotto.
Elenchiamo di seguito i principali
problemi che si incontrano nella concentrazione dei succhi:
 | contenuto di polpa e colloidi |
 | questi costituenti tendono a
gelatinizzare, impedendo una elevata concentrazione del
succo. |
 | azioni enzimatiche |
 | le temperature impiegate per la
pastorizzazione non impediscono che alcuni processi
enzimatici procedano comunque. Si deve ancora considerare
che, anche per quanto si aumenti il grado Brix di un
succo, la concentrazione zuccherina si manterrà sempre
al di sotto |
 | perdite di profumo |
Inoltre le frazioni più volatili vanno
perse, se non si adotta un idoneo apparecchio per recuperarle.
Può inoltre essere ridotto il contenuto in carotenoidi. I succhi
possono anche andar incontro a fenomeni di imbrunimento.
Le apparecchiature per concentrare il
succo di agrumi possono esser raggruppate in due grandi
categorie:
 | concentratori
operanti sotto alto vuoto e bassa temperatura, nei quali
non è determinante il consumo di vapore e di acqua |
 | concentratori
operanti a temperatura relativamente alta e in tempi
brevi, in modo da ottenere consumi ridotti di vapore e di
acqua. |
Si può migliorare la qualità del
prodotto concentrando il succo fino a 55-63° Brix,
refrigerandolo immediatamente a una temperatura di circa 0 °C in
un serbatoio provvisto di una doppia parete refrigerante e
abbassando la densità a 42° Brix con succo appena spremuto
(cut-back).
Il succo concentrato subisce delle
operazioni di standardizzazione e viene poi ulteriormente
raffreddato a 6 °C, prima di essere immesso nei
contenitori definitivi.
Esiste unaltra tecnica di
concentrazione dei succhi, detta crioconcentrazione.
Non è una tecnologia ottimale, in quanto si verifica una la
perdita di gusto e di colore, dovuta al fatto che la parte dei
solidi sospesi e solubili rimangono nella frazione di ghiaccio.
La conservazione dei succhi si attua
attraverso la polverizzazione, la liofilizzazione e
la surgelazione.
In effetti si tratta di tecniche
diverse, con varie applicazioni.
La polverizzazione parte dai succhi
concentrati. Per accelerare lessiccamento e ridurre
ligroscopicità della polvere si possono aggiungere
additivi in piccole dosi oppure di zuccheri e pectine in dosi
massicce. Le principali apparecchiature di essiccazione sono:
essiccatoi a tamburo, sistemi di essiccazione spray,
armadi di
essiccamento operanti a 1mm. di pressione di mercurio.
La liofilizzazione è un processo che
in estrema sintesi prevede due fasi:
 | congelamento del succo in vassoi
in una camera nella quale si applichi un vuoto spinto |
 | lieve riscaldamento dei vassoi per
sublimare il ghiaccio. |
La surgelazione dei succhi si ottiene
attraverso il passaggio nel tunnel del freddo
a 40 °C. Il prodotto frozen si
presta molto bene alla preparazione di succhi naturali per
aggiunta di acqua.
LInternational Federation of
Fruit Juice Producers e il Comité de Liaison de
lAgrumicolture Méditérranéenne sono impegnate nella
standardizzazione dei metodi di analisi dei succhi.
Innanzitutto ci deve essere un
controllo accurato della freschezza, grado di maturazione e
dellassenza di parassiti sulla scorza. Poi si passa al
controllo analitico, che deve comprendere almeno quanto compreso
nella seguente tabella:
| Esame organolettico |
Aspetto generale Colore
Sapore e gusto
|
| Peso specifico |
|
| Indice di rifrazione e corrispondente grado
Brix |
|
| Zuccheri |
Glucosio, fruttosio, Saccarosio |
| Acidità totale |
Acido citrico monoidrato |
| Alcool etilico |
|
| Acidi volatili |
|
| Acido lattico |
|
| Olio essenziale da agrumi |
|
| Acido ascorbico |
|
| Ceneri |
Alcalinità delle ceneri Potassio, Sodio, Calcio,
Magnesio,
Fosfati, Solfati,
Nitrati
|
| Indice di formolo |
|
| Azoto ammoniacale |
|
| Quadro amminoacidico completo |
|
| Acido l-malico |
|
| Acido isocitrico |
|
| Esperidina |
|
| Pectine |
|
| Carotenoidi |
|
| Vitamina B1 |
|
| Residui anticrittogamici e metalli pesanti |
|
Le possibilità di adulterazione dei
succhi sono notevoli. In sintesi, a sofisticazione può
verificarsi con :
 | Addizione di sostanze che sono
costituenti del succo, ma di origine diversa: acqua,
acido citrico, zuccheri, vitamine, carotenoidi,
amminoacidi, sali minerali, ecc. |
 | Addizione di sostanze quali
coloranti, intorbidanti, acido tartarico etc. |
 | Addizione di succhi di specie
diversa da quella del succo in esame. |
 | Addizione di altre parti del
frutto, quali flavedo o albedo. |
Per scoprire le sofisticazioni si
rivelano utili saggi di torbidità, di colore, di contenuto di
polpa e di fibra grezza, di viscosità, di poter schiumogeno.
| |
|