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OLIO
ESSENZIALE DI FIORI DI ARANCIO
ESSENZA
DI NEROLI
Lolio essenziale di
neroli, così chiamato perché lo mise in voga una principessa di
Nerola, nel Lazio, tanto sotto forma di essenza vera e propria
che sotto forma di acqua distillata (nel Medio Evo e nel
Rinascimento questa era chiamata "Acqua nanfa"), si
otteneva per distillazione dei fiori freschi dellarancio
dolce ed amaro.
Ora invece, con la denominazione
di neroli bigarade, si intende esclusivamente lessenza
prodotta per distillazione con vapore dacqua dai fiori di
arancio amaro (citrus aurantium L., sub. Amara var. bigardia
Risso) della famiglia delle Rutacee, che danno una resa in
essenza dello 0,1% in media. Migliore resa in qualità e
quantità di prodotto si ottiene con i più moderni tipi di
impianti a corrente di vapore. Va tenuto presente che circa un
terzo se non oltre del totale dellessenza distillata, si
scioglie nellacqua (prevalentemente alcool feniletilico).
Da ciò il pregio dellacqua distillata di fior
darancio.
La distillazione dei fiori
darancio amaro, era, nel secolo scorso, caratteristica del
meridione della Francia, ma poi si diffuse anche in altre
località a cominciare dalla nostra Riviera di Ponente, dove si
sono potute ottenere delle essenze di primissima qualità. Oggi
si distilla in Algeria, Spagna, Siria, Cipro, ma soprattutto in
Sicilia e Calabria.
Anche i fiori darancio, al
pari di molti altri fiori quali gelsomino, rosa, gaggia, mimosa,
tuberosa, ecc., possono venire trattati per mezzo di solventi
volatili (etere di petrolio), per ottenerne lassoluta, i
cui caratteri olfattivi, fisici e chimici differiscono
notevolmente dal prodotto distillato.
Infatti, mentre lassoluta
è di colore rossastro-bruno molto carico, lessenza appena
distillata è di colore giallo assai pallido. Per esposizione
alla luce inscurisce gradatamente a causa dellindolo che
contiene, con il trascorrere del tempo assume una colorazione
bruno-rossastra sempre più marcata. Lessenza di neroli
possiede inoltre una leggera fluorescenza, sapore amaro
aromatico, e profumo estremamente gradevole di fiori
darancio. Le essenze pure, oltre alle caratteristiche
olfattive loro proprie, debbono presentare le seguenti costanti:
peso spec .a 15° da 0.870 a 0,881; pot.rot. da +1°30? A +
9°80 (nella media + 7°); ind.di rifr. Da 1,468 a 1,474;
num. Di ac. Non oltre 1,8; num. Di esteri 16¸ 69; tenore in antranilato
di metile 0,45¸ 1,10%; 1 vol. deve essere solubile in 1¸ 2 vol. di alcool
a 80° (per ulteriore aggiunta la soluzione si intorbida, e dopo
riposo si raccolgono alla superficie dei cristallini di
paraffina). La soluzione alcolica dellessenza di neroli ha
una caratteristica fluorescenza blu-violetta, che diviene
particolarmente visibile allorché alla soluzione alcolica si
aggiunge nuovo alcool, e in particolare modo se questo è a più
bassa gradazione. Con prolungato raffreddamento al disotto di
0°, lolio essenziale si intorbida per separazione di
paraffina, arrivando in taluni casi sino a rapprendersi in una
massa butirrosa.
Data lelevata solubilità,
le acque di distillazione vengono trattate per ricavarne
unessenza che si trova in commercio sotto la denominazione
di "assoluta di fior darancio dallacqua".
I dati delle essenze di fiori
darancio di Tunisia, Algeria, Spagna e Marocco, sono più o
meno simili e senza eccessivi divari, da quelli delle essenze di
Sicilia e Calabria. Lessenza che secondo taluni più si
avvicinerebbe tra queste provenienze a quella ottenuta sulla
Riviera francese, sarebbe quella dellAlgeria, che però si
distingue per un più alto potere rotatorio e un più alto e un
più alto indice di rifrazione.
Nellolio essenziale di
neroli vennero riscontrati i seguenti componenti: l- a pinene, l- canfene,
dipentene, aldeide decilica, l-linalolo, l-acetato di linalile,
alcool feniletilico, geraniolo e nerolo sia liberi che sotto
forma di esteri, a -terpineolo, farnesolo, nerolidolo, antranilato di
metile, indolo, tracce degli acidi: fenilacetico, benzoico e
palmitico sia liberi che sotto forma di esteri, nonché di acido
acetico. Gli oli, o "assolute" dellacqua,
contengono sensibili quantità di acido fenilacetico libero e di
alcool feniletilico, antranilato di metile, indolo e paraffina.
Una volta lolio essenziale
di neroli si sofisticava con aggiunte di essenze di petitgrain
bigarade, e più raramente di bergamotto e di arancio, sia tal
quali che saponificati. Altro tipo di sofisticazione, consisteva
nellaggiunta di fiori della qualità dolce, oppure di
fruttini dellarancio bigarade stesso, e molto più
raramente anche di fiori di limone, unitamente ai costituenti
sintetici che sono contenuti nellessenza medesima nella
massa vegetale prima della distillazione.
Dato laltissimo prezzo che
in talune annate raggiungeva lolio essenziale di neroli,
per scarsità del prodotto, non esiste fabbrica di materie
aromatiche che non possieda uno o più tipi di neroli
artificiali, caratterizzati da tutti i principali dati analitici
specifici del neroli. Questi prodotti tuttavia sono ben lungi dal
possedere laroma pieno e dolce dellolio essenziale
puro, che è il complemento assolutamente necessario per le
"vere acque di colonia". Nella profumeria di lusso in
linea generale questa nota può anche essere conferita
dallassoluta. E usato in liquoreria e in proporzioni
molto ridotte anche in farmacia. Per quest'ultima applicazione
viene data la preferenza allacqua distillata che viene pure
usata in pasticceria. La nota di fiore darancio sia sotto
forma di olio essenziale che di acqua distillata è assolutamente
indispensabile per liquori dolci del tipo Curacao e similari.
COSTANTI
CHIMICHE FISICHE DI VARIE ESSENZE DI NEROLI
| |
Assoluta
dallacqua |
Assoluta
da solv.volatili |
Olio
distillato |
| Peso specifico |
A 15° 0,945¸
0,968 |
A 15° 0,889¸
0,929 |
A 25° 0,906 |
| Potere rotatorio |
+1°47 a +2°30 |
-0°5 a 5° |
-3°36 |
| Indice di rifrazione a 20° |
- |
- |
1,4819 |
| Indice di acetilazione |
- |
- |
1,4 |
| Solubilità in alcool di 60° |
- |
- |
1 in 2,5 vol. |
| Tenore in antranilato di metile |
11,5¸ 16% |
2,7¸ 15% |
- |
|
Essenza neroli Bigarade francese
|
Altre essenze |
Essenze di neroli in
Calabria |
| Antiche |
Recenti |
| Peso
specifico |
A 20° 0,864¸
0,871
|
A 15° 0,8696¸
0,8812
|
A 15° 0,860¸
0,924
|
A 15° 0,870¸
0,878
|
| Pot.
rot. a 20° |
Da
+2°35 a + 6°50 |
Da
+0°20 a +6°50 |
Da +2°
50 a + 56°50 |
Da +2°
36 a +10° 28 |
| Indice
di rifr. A 20° |
1,4707¸ 1.4741 |
1,4710¸ 1,4740 |
1,4680¸ 1,4740 |
1,4695¸ 1,4740 |
| Indice
di estere come acetato di linolile |
6,9¸ 21% |
- |
- |
2,30¸ 14,70% |
| Indice
di estere |
- |
20¸ 46,2 |
6¸ 127 |
- |
| Indice
di acvetil. |
- |
Sino a 1,8 |
- |
0 a 1,35
(eccez.6,20) |
| Solub.in
alcool di 80° |
1 vol. in 1¸ 2 |
|
-- |
1 vol. in 0,9¸ 1,8 |
| Contenuto
in antranilato di metile |
- |
- |
0,22 |
0,60¸ 1,35 |
| Alcoli
totali come linalolo |
- |
- |
- |
50¸ 67,5% |
OLIO
ESSENZIALE DI SCORZA DARANCIO
ESSENZA
DI ARANCIO
Ne esistono due qualità, la
prima, quella di arancio dolce, è di gran lunga la più usata.
Gli aranci amari Citrus Aurantium var. amara L. e gli aranci
dolci, o Portogallo sinensis, Citrus Aurantium var.dulce L., sono
alberi che appartengono alla famiglia delle Rutacee, e vengono
coltivati in molte località dellItalia meridionale
prevalentemente lungo le fasce costiere della Calabria e della
Sicilia, in tutte le zone costiere del Mediterraneo, specie in
Spagna, a Cipro e in Israele. Oltre che in questi Paesi, la
produzione si è sviluppata molto anche nella Guinea francese e
nelle Antille, in California e in Florida. Lolio essenziale
di entrambi i tipi viene ottenuto principalmente per sfumatura
dalle scorze (al pari di quanto avviene per lolio
essenziale di limone; le qualità più pregiate sono quelle
ottenute a spugna). In pratica la produzione nazionale è fatta a
macchina. Ma non a pressione come avviene in altre zone.
Lessenza di arancio dolce
e di arancio amaro, come odore e composizione poco differiscono
luna dallaltra. In Italia la produzione ed in
particolare lesportazione, sono accentrate in massima parte
nella zona calabro-siciliana, e soprattutto a Reggio e Messina e
nei loro dintorni. Mentre un tempo la polpa dellarancio
dolce veniva trascurata a beneficio di quella dellarancio
amaro data la possibilità di estrarre da questo dal 2al 5% di
acido citrico, da alcuni anni, grazie allavvento delle
modernissime tecniche di conservazione dei prodotti alimentari,
si è resa possibile la fabbricazione di concentrati e di succhi
di agrumi con vantaggi economici notevoli. Nonostante che i
consumi di oli essenziali siano aumentati in ogni Paese a
dismisura, le esportazioni dallItalia meridionale non hanno
seguito il medesimo ritmo, a motivo della forte concorrenza delle
qualità africane, della Florida e della California, ove
lessenza si ottiene in parte per spremitura ed in parte per
distillazione in corrente di vapore.
OLIO
ESSENZIALE DI ARANCIO DOLCE
E il più importante ed è
impiegato praticamente in ogni ramo della profumeria, dei
prodotti alimentari in genere (caramelle, biscotti, pasticceria),
e delle bevande (bibite gassate, liquori, ecc.).
E un liquido assai mobile,
fortemente destrogiro, di colore giallo oro a giallo bruno e
rossiccio, di sapore aromatico e dolciastro, e di odore
caratteristico. Ha le seguenti costanti: peso spec.a 15° da
0.848 a 0,853; pot.rot. da +95° a +98°; ind.di rifr. Da 1,473 a
1,475; tenore di aldeide decilicada 1,30 a 2,70%; è solubile
nellalcool a 95°, ed in7¸ 8 vol. di alcool a 90°,
con soluzione alquanto torbida (ciò è dovuto al tenore in
sostanze cerose, insolubili, che in parte si separano per
prolungato riposo). Bolle a 175° a pressione normale e già a
180° i 9/10 di esso distillano. La prima frazione del distillato
(sino a 50% in volume), deve avere potere rotatorio pari, o anche
superiore a quello dellessenza dalla quale derivano. Il
residuo della distillazione oscilla tra l1,50 ed il 2% (talora
anche sino al 4,50%) ha un num. di sap. 11¸ 28, e num. Di esteri 118¸ 157 .
Questa essenza al pari di tutte
le altre essenze di agrumi viene deterpenata, allo scopo di
renderla maggiormente solubile nellalcool di bassa
gradazione. Tutte le essenze di agrumi, siano esse deterpenate
oppure no, sono di difficile conservazione e pertanto risulta
talvolta preferibile conservare in soluzione al 50%
nellalcool a 95° le essenze grezze, e le essenze
deterpenate al 25%.
Lessenza di arancio dolce
è composta principalmente da: limonene destrogiro, con piccoli
quantitativi variabili di linalolo, terpineolo, citrale,
citronellale, antranilato di metile, alcool nonilico ed aldeide
decilica. E molto usata in profumeria nella fabbricazione
delle acque di Colonia, ed in molte qualità di profumi fini,
specialmente nelle note Cipro. Viene egualmente usata per la
aromatizzazione di tabacchi , e in modo molto saltuario anche per
saponeria (minime dosi) e per dentifrici. Molto usata in
dolciaria.
Lessenza deterpenata di
arancio dolce è un liquido quasi incolore, oppure giallo chiaro
che ha peso specifico superiore (0,886¸ 0,900) a quello
dellessenza di partenza, e potere rotatorio pure superiore.
Serve in profumeria per acque di Colonia e nelle composizioni
molto fini.
| |
Essenza di arancio
dolce della Guinea |
Essenza di arancio
dolce della Florida |
| Peso
specifico |
A 15° 0,8485¸ 0,8510 |
A 20¸ 25° 0,842¸
0,846 |
| Potere
di rotazione |
Da +96° a
+98° |
Da +96° a
+99° |
| Indice
di rifrazione a 20° |
1,4724 ¸ 1,4735 |
1,4723¸ 1,4742 |
| Residuo
allevaporazione |
1,5¸ 2,6 |
1,6¸ 4,5 |
| Indice
di acetilazione resid. |
25¸ 36 |
- |
| Indice
di esterificazione resid. |
130¸ 153 |
- |
| Indice
di sol.resid. |
140¸ 190 |
- |
| Tenore
in aldeide decilica (*) |
1,2¸ 2,2 |
0,8¸ 2,1 |
| Solubilità
in alcool di 95° |
0,5¸ 4 |
Non
totalmente solubile |
| Composizione |
Si avvicina
alle essenze italiane |
Prev. d-limonene
(sino 90%) aldeide n-decilica |
| (*)
CHO con il metodo dell idrossilamina |
OLIO
ESSENZIALE DI ARANCIO AMARO
Le piantagioni di arancio amaro
si sviluppano nelle zone di produzione nellarancio dolce.
Oltre che sulla fascia della Riviera di Ponente italiana, in modo
speciale sulla Riviera francese. In queste zone lo scopo
principale delle coltivazioni è la produzione dei fiori
darancio amaro o bigarade per ricavarne lessenza
relativa. In Calabria e in Sicilia, oltre che per la produzione
dei fiori dessenza, larancio amaro viene utilizzato
per ricavare dal succo, mediante opportuni trattamenti, dal 2 al
5% di acido citrico e per la produzione dellessenza dalle
scorze.
Viene ottenuta per sfumatura. Si
distingue dallarancio dolce per poche particolarità, una
delle quali è il sapore aromatico amaro, per il potere rotatorio
sempre inferiore (alla distillazione il potere rotatorio del
primo 10% è sempre più elevato di quello dellessenza
originale), ed infine per un più basso contenuto in aldeide
decilica. Le sue costanti sono le seguenti: peso spec. A 15° da
0,852 a 0,857; pot.rot. a 20° da +89° a +96° (può in qualche
raro caso scendere sino a +86°); ind. Di rifr. A 20° da 1,4730
a 1,4750; tenore in aldeide decilica, massimo 1%; 1 vol. di
essenza è solubile in 7¸ 8 di alcool a 90° con opalescenza. Residuo
allevaporazione dal 3 al 5%. Lessenza deterpenata ha
peso spec. Superiore (0.892¸ 0,908).
La scorza di arancio amaro ha
deboli proprietà eupeptiche; in farmacia serve soprattutto per
la preparazione della tintura, dellestratto fluido e dello
sciroppo, tutti inclusi nella F.U., e impiegati come
aromatizzanti. A tale scopo è impiegata anche lessenza.
Le due qualità summenzionate di
essenza di arancia vengono immesse sui mercati mondiali in
quantitativi di centinaia di migliaia di Kg. Annui.
In Brasile si era pure
sviluppata nel corso della II guerra mondiale una notevole
produzione di essenza di arancio che veniva destinata quasi
esclusivamente allesportazione verso gli Stati Uniti e che
raggiunse ad un dato punto le 200 T annue circa.
Laccumularsi delle giacenze che a quanto pare raggiunsero
circa le 500 t, gran parte delle quali dovette essere distrutta,
fece si che la produzione si restringesse sino a mantenersi sugli
attuali livelli di 60¸ 70 t annue che vanno a totale copertura del fabbisogno
locale. La Spagna produce forti quantitativi di essenza di
arancio, ed ha una industria molto sviluppata per la
concentrazione del succo. Le essenze di arancio, ed in modo
particolare quella dolce, vengono sofisticate con aggiunte di
terpeni(derivati dalla loro deterpenazione), con tracce di
terpineolo, d-limonene, tracce di linalolo e di citral,
rafforzando tali miscele con aggiunte di un certo quantitativo
(dal 3 al 4%) di aldeide decilica. La più comune sofisticazione
dellessenza di arancio dolce nazionale è il taglio con oli
di arancio dolce di importazione.
Anche dai chinotti si ottiene un
olio essenziale simile a quello degli aranci.
Lolio essenziale o essenza
di chinotto si ricava distillando con vapore dacqua la
parte superficiale della scorza che viene tolta ai chinotti prima
di sottoporli alla candidatura. E un liquido gilallognolo
con odore che ricorda larancio, ma a fondo poco gradevole;
D= 0,847¸ 0,848;a D a 20° da +94° a +96° circa;
solubile in 4¸ 5 volumi di alcool di 90°, pochissimo nellalcool
di 80°. E costituito per la massima parte di limonene, con
piccole quantità di aldeidi ed eteri non bene identificati.
La sua produzione è stata
eseguita solo sperimentalmente.
OLIO
ESSENZIALE DI LIMONE
ESSENZA
DI LIMONE
E lolio essenziale
ottenuto dalle scorze dei limoni. Lestrazione
dellessenza si effettuava una volta manualmente e
unicamente a spugna, cioè premendo la scorza staccata dal frutto
diviso a metà con uno speciale coltello, su di una spugna che a
sua volta viene spremuta allorché è carica di liquido.
Lolio essenziale così ottenuto era di ottima qualità, ma
per ragioni di economia oggi si è passati alla produzione a
macchina, cioè introducendo i limoni interi in macchine dette
sfumatrici, consegnate in modo che raschiano leggermente e
comprimono le superfici dei frutti rompendone le ghiandole
oleifere e facendone sprizzare lessenza. Vi sono anche
altre tecniche di spremitura ed infatti viene pure impiegato il
sistema di spremitura mediante torchio idraulico dei limoni
sminuzzati, distillando poi in corrente di vapore a pressione
ridotta la massa melmosa che scola dal torchio. Il residuo della
centrifugazione e distillazione serve per la produzione
dellacido citrico o del citrato di calcio.
Sono in media necessari circa
200Kg di limoni (1500¸ 2000) frutti) per ottenere 1Kg di essenza. La qualità
più fine deriva da frutti non ancora giunti a maturazione,
durante il periodo fine novembre- primi di marzo per le zone di
produzione ioniche, mentre nella regione di Palermo il raccolto e
la relativa produzione in essenza può prolungarsi sino a tutto
aprile e oltre. A partire da queste date la qualità si abbassa.
Nelle buone qualità si può
raggiungere un titolo del 5% in citrale, ma la percentuale di
citrale elevata non è determinante per la qualità, anche se
commercialmente è invalso luso del titolo minimo del 4%.
Questo tenore in citrale varia grandemente di anno in anno. Gli
oli essenziali prodotti lungo la costa ionica possiedono un pot.
rot. superiore alla media.
Caratteristiche.
Lolio essenziale ha
laspetto di un liquido assai mobile, dal colore giallo o
giallo oro, e più sovente giallo verdastro se di recente
produzione; possiede un caratteristico profumo fresco e
gradevole, e un sapore dapprima piacevolmente aromatico e poi
lievemente amaro. Alla luce ed allaria si altera in misura
notevole, intorbidandosi con la formazione di un residuo resinoso
quasi assolutamente insolubile, che conferisce allessenza
la sua tonalità di resina. Le buone qualità di essenze
possiedono le seguenti costanti: peso spec. A 15° = 0,856¸ 0,861; pot. Rot.
A 20° da +57 a +61°; ind.rifr. a 20°=1,471¸ 1,476; tenore in
citrale da 3,5 a 5%; residuo allevaporazione da 1,5¸ 2,2 fino a 4%
negli oli spremuti a mano, e da 5 a 6,5% per quelli a macchina;
num. di acidità del residuo allevaporazione da 19 a 39;
num. di estri 100¸ 214. 1 vol. solitamente solubile parzialmente in 6¸ 8 vol.
dalcool a 90° per la presenza di composti mucillagginosi e
cerosi; soluzione chiara in 3 vol. dalcool a 95°;
totalmente solubile in alcool assoluto, etere, cloroformio,
benzolo ed alcool amilico. Per la presenza anche di piccole
quantità di acqua nellolio, le soluzioni in solfuro di
carbonio e benzolo si presentano un poco torbide.
I dati supportati non sono però
quelli più universalmente accettati. Oggi si commercia sulla
base delle seguenti costanti: peso spec. A 20°=0,852¸ 0,858; ind.rifr.
a 20°=1,474¸ 1,476; pot.rot. a 20° da +57 a +65°; residuo
allevaporazione 1,5¸ 3,6%; num. di acidità massimo 1,4; tenore in
costituenti carbonilici espressi come citrale dal 3 al 5%.
Le essenze di limone deterpenate
e sesquideterpenate possiedono i dati seguenti:
| |
DETERPENATE |
SESQUIDETERPENATE |
| Peso
specifico a 15° |
0,8935¸ 0,8990 |
0,898¸ 0,902 |
| Potere
rotatorio a 20° |
-5°¸ -8°30 |
-3°30¸ 1° |
| Ind.
Di rifrazione a 20° |
1,481 |
|
| Tenore
in citrale |
40¸ 52% |
60¸ 65% |
| Tenore
in esteri (Calcol. Come acetato di linalile) |
16¸ 24% |
15¸ 25% |
| Tenore
in sesquiterpeni |
20¸ 24% |
Tracce |
| Solubilità:
1 vol. in |
1
dalcool a 80° 3¸ 8
dalcool a 75°
|
1¸ 3 dalcool a 70° 6¸ 15 dalcool a 60°
|
Gli Stati Uniti ed il Brasile si
sono portati allavanguardia tra i competitori delle essenze
calabro- sicule, ed esistono buone produzioni anche in Spagna ed
in Palestina e recentemente pure a Cipro. Negli Stati Uniti la
zona di produzione principale è la California.
La Spagna ha una produzione
alquanto irregolare di essenza. Costanti di un olio essenziale
spagnolo, prodotto a spugna: peso spec. A 25°=0,851; pot.rot. a
25°=62°40; ind.rifr. a 20°=1,4748; tenore in aldeidi
(calc. Come citrale) 4,5%; per lessenza estratta a macchina
i dati differiscono per un potere rotatorio alquanto più basso
(57°50¸ 59°) ed un inferiore contenuto in citrale (3,4%); il
residuo allevaporazione varia da 3,7 a 4,1%.
Nel Brasile la produzione di
limoni si è sviluppata alquanto nel corso della II guerra
mondiale, mancando il prodotto italiano. I limoni crescono
rigogliosi nello Stato di san Paolo. Le essenze che se ne
ricavano presentano le seguenti costanti fisico- chimiche: peso
spec. A 25°=0,851; pot. Rot. A 25°=+63°5; ind. Rifr. A
20°=1,4746; tenore in citrale 2,0%; residuo
allevaporazione 3,8%. La qualità brasiliana è nettamente
inferiore come tenore in citrale sia alle qualità italiane più
correnti che a quelle spagnole.
Anche in Palestina, oltre che a
Cipro, in anni recenti si è sviluppata una discreta industria il
cui prodotto viene esportato quasi esclusivamente verso la Gran
Bretagna. Mancano dati analitici precisi di questa essenza, la
quale però viene garantita rispondente i dati della F.U.
britannica.
Negli oli essenziali di limone
sono stati riscontrati i seguenti costituenti: ottilene, a - e b -pinene, canfene,
metileptenone, b -fellandrene, d-limonene, che ne è il
principale costituente, g -terpinene, a -terpineolo, aldeidi C8, C9, C10
e C12 (laurilica), citronellate, citrale, acetato di
linalile e geranile, nerolo e citronellolo probabilmente sotto
forma di esteri, bisabolene, cadinene (un alcool primario
sesquiterpenico), acido acetico, caprinico, laurico; forse
antranilato di metile, limettina e unito a questa probabilmente
anche un fenolo. Lacetato di linalile è presente nelle
essenze di produzione nel palermitano, mentre è assente in
quelle prodotte sulla costa ionica.
La qualità di California ha
circa una 0,5% di residuo solido allevaporazione, ed un
tenore inferiore in citrale, che talvolta giunge all 1,50%
rispetto alle qualità siciliane.
Usi.
Lolio
essenziale di limone è uno tra i più importanti prodotti del
genere, se non il maggiormente usato in molteplici industrie,
dalla alimentare alla profumeria e alla farmaceutica. E
particolarmente nellindustria alimentare che lolio di
limone trova una vastissima gamma di applicazioni, per cui il suo
consumo aumenta danno in anno.
Immagazzinamento
e imballaggio.
Lessenza
di limone immagazzinata deve essere conservata in locali freschi
(10¸ 12°) e scuri, entro grandi recipienti
in rame perfettamente stagnato, e ove tale conservazione dovesse
prolungarsi sino ad un anno ed oltre, sarà necessaria una
chiusura perfetta del recipiente, sotto vuoto.
| |
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