Con il termine generico
di pectine si intendono complessi di acidi poligalatturonici,
variamente esterificati con alcool metilico, a vario grado di
neutralizzazione. Peso molecolare, viscosità e comportamento in
soluzione acquosa sono variabili. In presenza di saccarosio e di
piccole quantità di acidi organici (solitamente di acido
citrico), le pectine tipicamente formano gelatine.
Questa proprietà è
sfruttata nellindustria alimentare e farmaceutica
(produzione di emostatici, antidiarroici etc.). Già nel 1825
Braconnot scoprì che la pectina è il maggior componente dei
frutti, nei quali si trova sotto forma di protopectina,
cioè di pectina legata alla cellulosa.
Nelle arance, essa rappresenta un terzo del peso. E
lelemento di maggiore importanza commerciale presente nella
scorza degli agrumi.
La protopectina può
venire separata per idrolisi acida dalla cellulosa. Il pH, la
temperatura e il tempo di estrazione di questa idrolisi dipendono
dal grado di maturazione dei frutti.
Variando le tecniche di
produzione industriale si possono ottenere diversi tipi di
pectine: a presa rapida o lenta, a basso tenore metossilico,
capaci di gelatinizzare anche in assenza di zuccheri. Le pectine
a presa rapida sono utilizzate nelle marmellate di bacche, che
tendono a " galleggiare " se non cè una veloce
gelatinizzazione. Le pectine di uso farmaceutico derivano da una
ulteriore purificazione di quella rapide. Le pectine a presa
lenta hanno impiego nelle gelatine alimentari.
Il pastazzo di alcuni
agrumi, in particolare di limone, pompelmo e bergamotto, fresco o
essiccato, costituisce unottima materia prima per
lestrazione delle pectine. Lestratto pectico
concentrato o pectina liquida
può essere impiegato direttamente come nella preparazione delle
marmellate. La pectina in polvere trova
largo impiego nelle preparazioni alimentari. Si può ottenere per
precipitazione con un alcool o con un sale dalluminio,
seguita da lavaggi con alcool-acidi per allontanare
lalluminio e con alcool puro per allontanare lacido
minerale precipitante.