Valutazione ambientale
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Le valutazioni ambientali svolte in questo capitolo sono limitate alle sole fasi di produzione dei materiali analizzati e non si estendono alle altre parti del loro ciclo di vita . Questa esclusione è indubbiamente giustificabile per quanto riguarda i prodotti derivati da vegetali, data la loro completa biodegradabilità mentre costituisce un premio immeritato per materiali di sintesi quali i solventi clorurati utilizzati in fase di comparazione degli ecoprofili .

Scopo di questa sezione è comunque quello di dimostrare che, anche in queste condizioni penalizzanti i derivati agrumari risultano comunque preferibili ai prodotti di sintesi .

 

Impostazione della valutazione ambientale

In questo paragrafo viene calcolato l'impatto della produzione di solvente terpenico con il processo PIDIC . Per semplicità di allocazione degli impatti il dato è limitato alla sola produzione di mix terpenico con il processo PIDIC eseguito in un impianto posto presso il produttore dei pastazzi e non vengono considerati gli impatti relativi alla deterpenazione : questa esclusione è giustificata dal fatto che il processo di deterpenazione è necessario per produrre essenze di qualità e che quindi dovrebbe essere interamente allocato al prodotto "Essenza d'agrumi" anziché al co-prodotto "Solvente terpenico" .

L'impatto relativo alla produzione di mix terpenico è stato confrontato con quello di due solventi di sintesi dotati di proprietà paragonabili al terpene : il tricloroetano ed il tricloroetilene.

L'insieme degli impatti relativi al tricloroetano era direttamente disponibile in databasde ambientali, mentre per il calcolo tricloroetilene ed il mix terpenico gli impatti sono stati calcolati in base agli input ed output dei processi produttivi impiegati .

 

Campo di indagine

Per un corretto svolgimento dello studio ambientale sono necessarie alcune premesse riguardanti il campo di indagine in esame:

Nello studio dell’impatto ambientale del tricloroetilene sono stati considerati gli impatti derivanti dai diversi processi impiegati per l’ottenimento di un chilogrammo di prodotto finale, inclusi estrazione e trasporto delle materie prime (escluso il contributo della rete di distribuzione dell’energia elettrica). Sono stati esclusi gli impatti derivanti da eventuali sottoprodotti impiegati in altri processi.

Per il tricloroetano sono stati riportati gli effetti sull’ambiente, in termini di consumo di risorse ed emissioni, imputabili alla produzione di cloro ed etilene, materie prime del processo di produzione del tricloroetano (escluso il contributo dovuto alla rete di distribuzione dell’energia elettrica). Sono stati esclusi gli impatti derivanti da eventuali sottoprodotti impiegati in altri processi.

Per il terpene gli impatti del trasporto delle materie prime (pastazzi), come precedentemente evidenziato, sono nulli, mentre non è stato volutamente considerato il processo di produzione dei pastazzi, in quanto facente parte di un’altra catena produttiva (i pastazzi sono degli scarti dell’industria agroalimentare). Non è stata altresì considerata come output della produzione di terpene l’acqua di processo, la quale può venire riutilizzata nel sistema senza essere quindi immessa nell’ambiente ed è quindi appartenente alla categoria dei sottoprodotti riutilizzabili.

 

Si può dunque così schematizzare il campo di indagine utilizzato :

 

 

 

Valutazione ambientale comparata

Sono stati comparati, con le sopracitate limitazioni, gli ecoprofili dei due solventi clorurati, tricloroetano e tricloroetilene (comunemente detto trielina) con l’ecoprofilo del terpene. I risultati sono riassunti nei seguenti grafici che riportano in scala logaritmica le risorse utilizzate (INPUT), le emissioni (OUTPUT) in aria e in acqua e le emissioni solide nei tre casi.

Per semplicità di esposizione, i valori sono stati espressi in chilogrammi di sostanza per chilogrammo di prodotto finito e sono stati moltiplicati per un fattore 1014; sono state utilizzate altre unità di misura solo dove specificamente riportato nel grafico.

 

 

Dall’analisi dei grafici risulta un complessivo minore impatto ambientale del terpene rispetto ai due solventi industriali, sia in termini quantitativi (concentrazioni minori di sostanza emessa) che qualitativi (il numero di specie inquinanti emesse dalla produzione di terpene è notevolmente inferiore).

Riteniamo sia evidente che, anche considerando la sola fase di produzione, l'ecoprofilo del mix terpenico risulta di gran lunga preferibile a quello dei due solventi di sintesi .